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nov 23, 2016

Troppi cantieri fermi: la Fillea sceglie Teramo per suonare la sveglia


Dall'inizio dell'anno l'esercito dei lavoratori edili rimasti senza occupazione è cresciuto di altre 400 unità. Posti di lavoro regolari, quelli persi, come sottolinea Silvio Amicucci, il segretario regionale della Fillea Cgil, che si aggiungono ai 14.000 iscritti in meno che le Casse edili

abruzzesi registrano dall'inizio della crisi. Una crisi che neppure i cantieri per la ricostruzione post-terremoto 2009 sono riusciti a fermare. Un blocco causato dall'eccesso del parco abitativo realizzato e invenduto, dal fermo degli appalti pubblici, dalla contrazione dei mutui bancari, ma anche dal fatto che l'Abruzzo finora non ha saputo sfruttare alcune opportunità che pure ci sarebbero. Per tutte un post-sisma che in alcune zone ancora non inizia (in particolare nel teramano,....




dove la ricostruzione quando sono arrivati ad agosto e ottobre 2016 gli ultimi terremoti non era ancora decollata), le opere pubbliche che gli abruzzesi aspettano (messa in sicurezza delle scuole, degli edifici pubblici e del territorio; infrastrutture, rigenerazione urbana, ecc.), gli interventi del Masterplan per l'Abruzzo firmato con il governo e per il quale sono state garantite la disponibilità di risorse finanziarie e l'accelerazione dell'iter burocratico (in allegato l'elenco dei progetti).
Detto ciò, la Fillea Cgil regionale ha cercato un simbolo dei ritardi e di ciò che si potrebbe fare. Lo ha trovato nel complesso di Sant'Antonio, l'ex manicomio di Teramo (32.400 metri quadrati, un quinto del centro storico della città, 35 milioni di euro stanziati nel Masterplan per il recupero), una struttura inutilizzata che le scosse del 2009 avevano lesionato e che i terremoti recenti hanno ulteriormente messo a rischio. Un complesso, come spiega Silvio Amicucci, che il sindacato degli edili ha scelto come l'emblema delle rivendicazioni del comparto delle costruzioni, come simbolo di una lista di opere e lavori - quelli del Masterplan per l'Abruzzo appunto - per la quale il governo nazionale e la Regione Abruzzo hanno annunciato la disponibilità di un miliardo e mezzo di euro. Una somma in grado di aprire cantieri per 6.000 posti di lavoro e che il sindacato chiede di attivare rapidamente facendo partire le opere in tutta la regione.
Posti di lavoro da rendere regolari e sicuri, appalti da tenere al riparo da corruttele e illegalità, come non mancheranno di sottolineare i sindacalisti (tra gli altri Alessandro Genovesi, segretario nazionale della Fillea; Sandro Del Fattore, segretario generale Cgil Abruzzo, e Giovanni Timoteo, segretario della Cgil teramana) che sabato 26 novembre, a partire dalle ore 10 in piazza Sant'Anna, a Teramo, chiederanno alle istituzioni e alla politica di accendere le ruspe e le gru per rilanciare un comparto fondamentale che può spingere la crescita dell'Abruzzo.

La documentazione: Storia del complesso Masterplan foto di Mario Siega

Foto della manifestazione



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